Sostenibilità ambientale nella costruzione e ristrutturazione di edifici

Il Colosso dell'Appennino (opera del Giambologna), Villa Demidoff a Pratolino, Firenze

Parlare di sostenibilità ambientale è oggi un tema di importanza fondamentale per la vita di tutti noi, non deve essere un tema “alla moda” ma un obiettivo a lungo termine utile a garantire un futuro alla nostra ed alle generazioni future.

E’ evidente che questa riflessione personale deve essere considerata come una riflessione dalla parte del progettista, primo elemento della complessa catena di professionalità e manualità che porta alla realizzazione dell’edificio.

Attualmente la tendenza è quella di porre attenzione al consumo energetico di un edificio (anche perché imposto dalle normative in vigore), mantenendo tradizionalmente invariate tecniche e modalità progettuali e costruttive; da parte delle amministrazioni pubbliche, invece, in merito alla sostenibilità ambientale si tende a ridurre od impedire la trasformazione del territorio, spesso non tenendo conto che il rispetto dell’ambiente passa dalla valorizzazione del territorio e dalla qualità costruttiva, più che dal ridurre semplicemente il consumo di territorio stesso.

Risulta, a mio avviso, evidente che deve cambiare la mentalità di tutti coloro che operano nel processo edilizio, aumentare la consapevolezza e l’informazione iniziando proprio dalla figura del progettista architettonico e dalle sue scelte progettuali

un project manager italiano


un project manager italiano

Oggigiorno si sente spesso parlare della figura professionale del project manager o del project construction manager, cioè quella figura professionale capace di gestire e coordinare, per conto del cliente, lo sviluppo della progettazione, del rapporto contrattuale con le imprese di costruzione, la gestione dei permessi amministrativi e dei titoli autorizzativi, coordinare e gestire le varie figure professionali necessarie al processo edilizio, coordinare la gestione del cantiere, la direzione dei lavori, fino al completamento dell’opera con le relative certificazioni e agibilità.

Non nascondo la sorpresa; ma come, forse nessuno si era accorto che fino ad aggi tutto ciò ha sempre rappresentato la parte sostanziale del nostro lavoro di architetti? 

Se si sta affermando questa nuova professionalità che, come sempre, arriva dal mondo anglosassone, significa che nessuno o pochi si erano accorti che tale professionalità già esisteva anche in Italia e direi da lunghissimo tempo.

Studio Architetto Alessandro Barciulli

L'opera della Ristrutturazione
la Direzione dei Lavori


La seconda parte della mia riflessione in merito alla “Ristrutturazione” degli edifici (la prima parte puoi leggerla qui), ci porta nella analisi del momento della realizzazione dell’opera, quella che noi definiamo Direzione dei Lavori.

Non si tratta, almeno per me, di una fase solamente tecnica ed assistenziale alla realizzazione dell’opera, ma è il momento in cui tutto quanto è stato progettato e condiviso con il cliente viene trasformato in realtà.

Prima di iniziare devono essere svolti passaggi comunque importanti come l’analisi dei costi di realizzazione, la scelta dell’impresa costruttrice, la predisposizione di tutte le documentazioni necessarie ed utili alla corretta realizzazione dell’opera, la stesura dei contratti di appalto, dei capitolati, tutte le incombenze burocratiche verso gli enti pubblici di controllo compresa una adeguata verifica delle strutture ed il coordinamento della sicurezza nel cantiere.

Se abbiamo lavorato bene nella fase della progettazione, abbiamo studiato ed approfondito ogni possibile particolare costruttivo e prodotto elaborati capaci di rendere più chiaro possibile il progetto alle maestranze chiamate alla realizzazione dell’opera, il nostro ruolo di Direttori dei Lavori sarà “tecnicamente” più semplificato e potremo concentrarci meglio nell’aspetto più stimolante della scelta dei materiali, delle modalità costruttive, delle tecniche di “posa”, degli accostamenti cromatici, ecc…

La ristrutturazione vista da parte dell’Architetto

Architetto in Toscana_Alessandro Barciulli
La ristrutturazione
vista da parte dell’Architetto


Non intendo affrontare questo argomento, per me così stimolante, parlando di tecnica o di normativa, ma tentando di affrontare l’argomento con un approccio più “romantico”.

Resta, comunque, evidente che il progettista debba rispondere ai desideri ed alle aspettative del cliente, in fondo sarà la sua casa ….. e resta ancora più evidente che il progettista debba possedere un forte bagaglio culturale ed essersi costituito una profonda esperienza e conoscenza perché, a mio modesto avviso, la Ristrutturazione non è per tutti.  

Iniziare una ristrutturazione è come iniziare un viaggio molto impegnativo, ci dobbiamo preparare molto bene prima di iniziare.

Non esiste un unico metodo, ogni intervento è sempre unico, anche quando si interviene su tipologie edilizie apparentemente simili (edifici nel Centro Storico, palazzi signorili, case ex rurali e/o ex coloniche, di montagna, di pianura, ecc…), in realtà ogni edificio ha una propria storia e spesso una propria modalità costruttiva; specialmente se di antica costruzione.